C’era una volta una spiaggia

Voltri, 11 aprile 1991

Era il mio compleanno, compivo 7 anni quando la superpetroliera Haven esplose nel tratto di mare davanti a casa nostra. Non ho memoria di quell’evento. Ricordo però il catrame sui miei piedi, ricordo mia mamma intenta a toglierlo con la crema solare. Ricordo che dovevamo mettere gli stuoini sotto gli asciugamani da mare per non rovinarli: nell’armadio in bagno li ho ancora, ed insieme a loro anche quelle macchie che non sono mai andate via. Il naufragio della Haven fu causa del più grande sversamento di petrolio del Mar Mediterraneo: in quei giorni finirono in mare quasi 150.000 tonnellate di petrolio greggio, di queste circa 90.000 bruciarono formando colonne di fumo di 300 metri di altezza. Stranamente non c’era vento e questo ridusse la dispersione degli inquinanti. La Haven, prima di essere inghiottita dal mare, venne trainata verso la costa di Arenzano così da ridurre l’effetto delle correnti e contenere lo spargimento del petrolio. Nei giorni successivi si cercò di recuperare quanto era rimasto nel relitto e sul fondale marino. Vennero attivati monitoraggi ambientali per valutare l’impatto sull’ecosistema: le concentrazioni di idrocarburi su fauna e flora, anche a 15 miglia dal relitto, erano sopra i valori storici, la pesca a strascico vide una riduzione del 43% del pescato. La bonifica dell’area fu dichiarata conclusa nel 2008: la pulizia completa dei fondali più profondi fu impossibile per infattibilità tecnica. Oggi l’ARPA Liguria effettua i monitoraggi standard delle acque che presentano livelli di inquinanti in linea con il resto del litorale ligure.

Voltri, 1 dicembre 2024

Guardo la foto scattata da mio papà prima del disastro, era il 1979. Mi guardo intorno seduta nella stessa spiaggia: la Haven giace ora in fondo al mare ed è diventata parte del suo ecosistema. In spiaggia il catrame non c’è più, però io ancora lo vedo: è stato sostituito da sigarette nascoste sotto la sabbia, da brandelli di plastica in mezzo agli scogli, da polistirolo sparso sulla spiaggia. Non importa quanto terribili siano gli effetti, il tempo sbiadisce i ricordi, noi dimentichiamo e non impariamo a prenderci cura di casa nostra. Questa serie fotografica racconta la storia della spiaggia di Voltri, della spiaggia dove sono cresciuta, del mare dove ho imparato a nuotare, del mare dove mio papà ci ha insegnato a scїà e maète (*). Racconta la storia di una catastrofe di cui ricordo gli effetti e che ho voluto rappresentare sporcando fisicamente le foto di quello stesso mare facendo riaffiorare i ricordi di quella primavera del 1991. La narrazione inizia con alcuni articoli di giornale che raccontano gli avvenimenti di quei giorni per poi proseguire con una serie di fotografie su cui sono stati applicati elementi inquinanti su mare e sabbia per rappresentare visivamente l’impatto di questo incidente ambientale. La serie fotografica si chiude con un dittico che racconta il prima e il dopo del disastro.

* termine genovese che si traduce letteralmente con sciare le onde ed indica quell’azione di cavalcare le onde solamente con il corpo (senza tavole) facendosi trascinare fino a riva.